Caricamento mercati...
Indici Europei & Globali
IndicePiazzaUltimoVar %MinMaxChius. Prec.Data
Caricamento...
Marco FancelliEconomia, mercati e nuovo ordine globale
martedì 27 Ottobre 2026Newsletter gratuita
Geopolitica

Lucerna e Hormuz: la settimana dei negoziati che muoveranno i mercati

Futures USA in rialzo mentre i colloqui Iran-USA mostrano progressi. La sterlina crolla sul caos politico britannico. Settimana chiave per i dati.

di Marco Fancelliaggiornato il 6 min di lettura

Lucerna e Hormuz: la settimana dei negoziati che muoveranno i mercati

Futures USA in calo mentre i colloqui Iran-USA si incrinano già al primo giorno. La sterlina crolla sul caos politico britannico. Settimana chiave per i dati.

Due tavoli negoziali, due stretti strategici, un’unica domanda: quanto durerà la tregua? La settimana che si apre oggi vede i mercati sospesi tra la speranza per i progressi diplomatici in Svizzera e la realtà di tensioni che si riaccendono con rapidità allarmante. I futures pre-mercato segnalano pessimismo, il petrolio risale, e il vero test arriverà giovedì con il bollettino BCE e il PCE core americano.

Wall Street e USA

I futures americani aprono la settimana in territorio negativo, tradendo le aspettative di chi sperava in una continuazione del rally della scorsa settimana. Le tensioni esplose nel primo giorno dei colloqui Iran-USA a Lucerna hanno rapidamente invertito il sentiment: Trump ha rinnovato le minacce militari contro Teheran, i media iraniani hanno annunciato la sospensione dei negoziati, e i mercati hanno reagito con vendite generalizzate. L’attenzione degli investitori resta concentrata anche sulla possibile nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve: la settimana scorsa la Fed ha lasciato i tassi invariati ma con tono hawkish, con quasi la metà dei membri del FOMC che ora prevede almeno un rialzo entro fine anno. Il Bitcoin si mantiene intorno ai 64.000 dollari, mentre l’oro torna a salire verso i 4.186 dollari con un progresso di circa l’1%, riflettendo il ritorno della domanda di beni rifugio dopo la nuova escalation diplomatica. Il petrolio WTI risale intorno ai 76,5 dollari, invertendo il trend ribassista della scorsa settimana.

Europa e Italia

I futures europei anticipano un’apertura in territorio negativo, e il clima è più cupo di quanto i numeri suggeriscano. La sterlina britannica scambia vicino ai minimi del 2026 mentre Keir Starmer è con le spalle al muro: il rivale Andy Burnham ha vinto l’elezione suppletiva nel collegio di Makerfield, rientrando deliberatamente in parlamento con l’esplicito obiettivo di sfidare la leadership laburista. Trump stesso ha dichiarato domenica su Truth Social che Starmer “si dimetterà”, e fonti di Downing Street non hanno smentito categoricamente. L’euro arretra contro il dollaro, penalizzato dalle incertezze sulla direzione della politica monetaria BCE. Sul fronte italiano, i dati Istat attesi questa settimana su PIL, commercio estero e fiducia di consumatori e imprese forniranno un quadro aggiornato della congiuntura. L’export italiano verso Brasile e Argentina potrebbe crescere di 6 miliardi grazie all’accordo UE-Mercosur: a settembre partirà la missione B2B di Confindustria con ICE.

Asia

I mercati asiatici hanno chiuso la seduta di lunedì in territorio prevalentemente positivo, in controtendenza rispetto ai futures occidentali. Il Nikkei giapponese ha guadagnato circa lo 0,28% a 71.250 punti, livello storico raggiunto nelle ultime sedute, sostenuto dalla debolezza dello yen che favorisce gli esportatori. I titoli legati all’intelligenza artificiale cinese hanno registrato un rally significativo, spinti da un tono più favorevole di Pechino verso il settore e dalla domanda globale sostenuta per la tecnologia. CSOP Asset Management ha alzato il limite sull’uso di opzioni per il fondo leveraged legato a SK Hynix, segnale della fiducia crescente nel comparto semiconduttori coreano.

La notizia che conta

I negoziati tra Stati Uniti e Iran a Lucerna si sono incrinati già nelle prime ore: Trump ha rinnovato le minacce di attacchi militari contro l’Iran per le azioni di Hezbollah in Libano, e i media iraniani hanno annunciato la sospensione delle trattative, anche se fonti vicine ai colloqui sostengono che il dialogo tecnico prosegue. La posta in gioco è enorme. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita un quinto del petrolio mondiale, resta una variabile critica per l’economia globale. La compagnia di navigazione thailandese Precious Shipping, la cui nave fu colpita da proiettili iraniani a marzo, mantiene cautela sull’invio di imbarcazioni nella zona nonostante il cessate il fuoco. Gli Emirati Arabi si allontanano da Riyadh e puntano ad aumentare l’export petrolifero, ridisegnando gli equilibri nel Golfo. Una pace vulnerabile a Hormuz è destinata a generare nuova instabilità, come i mercati stanno già prezzando questa mattina.

Curiosità

Dal 1° luglio scatteranno i dazi europei di 3 euro sui minipacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Cina e altri Paesi extra-UE. In Italia, contemporaneamente, dovrebbe entrare in vigore una normativa analoga. Per i consumatori significa probabilmente prezzi più alti e tempi di consegna più lunghi sugli acquisti da piattaforme come Temu e Shein.

La riflessione

Questa settimana sta già smontando la narrativa dominante degli ultimi giorni: quella di un mondo che torna a negoziare invece di sparare. I mercati ci avevano creduto — il crollo dell’oro della scorsa settimana lo dimostrava plasticamente — ma bastano poche ore di colloqui tesi a Lucerna per riportare tutto in discussione.

Prendiamo il caso britannico. Starmer non è caduto su una crisi economica o uno scandalo, ma sulla mossa politica calcolata di un rivale che ha scelto di rientrare in parlamento attraverso un’elezione suppletiva costruita apposta per sfidarlo. È un segnale che riguarda tutta l’Europa: la fatica della politica nel tradurre promesse elettorali in risultati tangibili sta erodendo la fiducia più rapidamente di qualsiasi dato macroeconomico negativo.

Il vero test per gli investitori non sarà il PCE core di giovedì, per quanto importante. Sarà capire se i colloqui di Lucerna sopravvivono alle prime ore di retorica militare. Le compagnie di navigazione asiatiche non si fidano ancora a mandare navi attraverso Hormuz: questo dice più di qualsiasi indice di fiducia.

Chi opera sui mercati dovrebbe distinguere tra il rimbalzo tecnico dell’oro di questa mattina — comprensibile come reazione alla nuova tensione — e un reale cambio di regime. L’AI cinese che corre, i semiconduttori coreani che attirano capitali, Micron che moltiplica gli utili: sono segnali di un ciclo tecnologico ancora vivo, non di una distensione geopolitica consolidata.

Mi aspetto una settimana volatile nel mezzo, quando i dati Istat italiani e il bollettino BCE costringeranno a fare i conti con i fondamentali europei, decisamente meno brillanti delle controparti americane. Il differenziale di crescita transatlantico non si risolve con un accordo sul Libano.

Conclusione

I tavoli diplomatici si moltiplicano, ma i rischi non scompaiono — e questa mattina lo ricordano con chiarezza. Questa settimana premierà chi distingue il rumore dal segnale.

Quale notizia seguirete con più attenzione: i colloqui di Lucerna o i dati macro europei?


Contenuto informativo a scopo divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.

Leggi anche

Archivio completo: tutte le analisi dei mercati e le analisi mensili.

Condividi Facebook LinkedIn WhatsApp X

I contenuti di questo sito hanno finalità informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza finanziaria, sollecitazione al risparmio o raccomandazione personalizzata di investimento.

Marco Fancelli

Imprenditore e autore di saggi di economia. Ogni giorno analizza mercati, materie prime e geopolitica con un linguaggio chiaro, per chi vuole capire cosa muove l’economia.

L’analisi del giorno nella tua email

Mercati e notizie che contano, scritti da Marco Fancelli.

La tua iscrizione non può essere convalidata. Riprova.
Iscrizione avvenuta correttamente! Controlla la tua email.

Nessuno spam. Disiscrizione in qualsiasi momento.