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martedì 27 Ottobre 2026Newsletter gratuita
Mercati finanziari

Selloff dei chip scuote Wall Street, l’oro vola sopra 4.000 dollari

Il selloff dei chip da Seoul contagia Wall Street mentre oro e Bitcoin corrono: la fotografia di un mercato che ridistribuisce il rischio.

di Marco Fancelliaggiornato il 5 min di lettura

Selloff dei chip scuote Wall Street, l’oro vola sopra 4.000 dollari

Mentre il Nasdaq accusa il colpo più duro della giornata, l’oro sale a 4.068,3 dollari (+1,13%), il Bitcoin guadagna il 3,06% arrivando a 60.352,57 dollari e il petrolio WTI scivola a 68,58 dollari (-1,32%): la seduta di ieri racconta un mercato che ridistribuisce il rischio, non lo riduce. L’euro resta stabile a 1,14 dollari (-0,08%) mentre il selloff dei chip innesca una rotazione che dagli asset più rischiosi sposta capitali verso i beni rifugio.

Wall Street e USA: il selloff dei chip

L’S&P 500 chiude a 7.483,23 punti (-0,22%), il Dow Jones resta quasi piatto a 52.305,24 punti (-0,03%), ma il Nasdaq 100 paga il conto più salato, -1,54% a 29.809,13 punti, trascinato da una vendita sui semiconduttori partita da Seoul e propagatasi ai listini americani. CoreWeave e Nebius sono tra i titoli più colpiti, con Meta che starebbe valutando di monetizzare la propria infrastruttura AI, minacciando il modello di business dei cosiddetti neocloud. Sul fronte macro, l’ADP ha segnalato che i libri paga privati sono cresciuti di 98.000 unità a giugno, meno delle attese, alimentando dubbi sulla tenuta del mercato del lavoro alla vigilia del report ufficiale sui non-farm payrolls, che secondo Goldman Sachs potrebbe beneficiare di un bonus temporaneo di 40.000 posti legato ai Mondiali di calcio.

Europa e Italia

Il DAX chiude in leggero rialzo a 25.040,28 punti (+0,18%), mentre il FTSE MIB cede lo 0,15% a 51.605 punti, in una seduta senza grandi scosse per le principali piazze del Vecchio Continente. La notizia che tiene banco a Milano riguarda UniCredit: domani si chiude l’offerta pubblica di scambio su Commerzbank e, grazie a una strategia costruita anche sui derivati, Andrea Orcel dovrebbe assicurarsi una quota vicina al 45%, sufficiente per nominare metà del consiglio di sorveglianza della banca tedesca già dal prossimo anno. Un’operazione che segna una svolta nel risiko bancario transfrontaliero europeo, in un contesto in cui la BCE resta divisa sulle prossime mosse sui tassi dopo il rialzo di tre settimane fa legato alla guerra in Iran.

Asia

Il Nikkei chiude in calo dell’1,91% a 69.130,53 punti, appesantito dallo stesso vento di vendite sui semiconduttori che ha colpito Wall Street, con Tokyo che ha aperto la seduta in ribasso proprio sull’onda del deterioramento del comparto tech. Lo yen si rafforza leggermente contro il dollaro, con i trader all’erta per un possibile intervento a sorpresa delle autorità nipponiche a difesa della valuta. In Corea del Sud la svendita dei titoli dei chip, dopo mesi di rally legato all’intelligenza artificiale, riaccende il dibattito su valutazioni forse troppo generose per un comparto che ha guidato quasi da solo la performance dei mercati asiatici nell’ultimo anno.

La notizia che conta

OpenAI avrebbe avviato colloqui preliminari per cedere una quota del 5% all’amministrazione Trump, secondo il Financial Times. Se confermata, sarebbe una svolta senza precedenti: un governo occidentale azionista diretto della startup che più di ogni altra ha ridefinito la corsa all’intelligenza artificiale. L’operazione solleva interrogativi non banali su governance, concorrenza e neutralità tecnologica, in un momento in cui la pressione politica su Big Tech cresce ovunque. Non è più solo regolamentazione: è partecipazione diretta al capitale delle imprese che stanno costruendo l’infrastruttura del futuro digitale. Un precedente che, se replicato altrove, cambierebbe il rapporto tra Stato e tecnologia in modo permanente, ben oltre i confini americani.

Curiosità

Bending Spoons, la software house italiana, ha debuttato ieri al Nasdaq con un balzo del 12%, superando i 32 dollari dopo un prezzo di collocamento fissato a 29. Un esordio che conferma come il capitale internazionale continui a premiare le eccellenze tech italiane, anche in una giornata difficile per il resto del comparto.

La riflessione

C’è un dettaglio che merita più attenzione di quanta ne stia ricevendo: Sandisk e Micron sono tra i titoli più colpiti nella rotazione in corso, nonostante entrambe le aziende beneficino di carenze di offerta che dovrebbero, in teoria, sostenerne i margini. Quando il mercato vende anche chi ha fondamentali solidi solo perché appartiene al settore sbagliato al momento sbagliato, non stiamo assistendo a una correzione razionale ma a un cambio di umore. È la differenza tra ripricing e panico, e in questi giorni la linea di confine si sta assottigliando.

Nel frattempo Nvidia scommette sulla robotica come prossima frontiera multimiliardaria, un segnale che l’industria stessa sta cercando nuove narrative per giustificare valutazioni costruite sull’aspettativa di una domanda infinita. Non è necessariamente un errore strategico, ma è sintomatico: quando un settore deve continuamente inventare nuovi orizzonti di crescita per sostenere i multipli attuali, significa che il primo racconto – quello sui data center e sull’addestramento dei modelli – sta perdendo slancio agli occhi degli investitori.

Aggiungeteci un governo che discute di entrare nel capitale di una startup AI e avrete il quadro completo di un ciclo tecnologico che sta entrando nella sua fase più matura e più fragile. Non è la fine della corsa, ma è il momento in cui la selettività conta più dell’entusiasmo.

Il mercato sta scegliendo i suoi vincitori con più durezza. Voi come state posizionando il portafoglio davanti a questa rotazione?

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Marco Fancelli

Imprenditore e autore di saggi di economia. Ogni giorno analizza mercati, materie prime e geopolitica con un linguaggio chiaro, per chi vuole capire cosa muove l’economia.

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