Ore 10 | 30 ottobre 2026 — Milano a -0,85%, Londra in rialzo
Milano cede lo 0,85%, Francoforte -0,20% e Londra +0,40%; petrolio a 103,58 dollari, Ex Ilva e caro gas al centro dell'attenzione.
di Marco Fancelli3 min di lettura
Mattinata a due velocità: Milano cede quasi un punto percentuale e Francoforte arretra appena, mentre Londra e i futures americani restano in territorio positivo. Sullo sfondo pesano energia, petrolio sopra i 100 dollari e il dossier Ex Ilva.
Borse Europee
Piazza Affari è la più debole del gruppo: il FTSE MIB segna 49.599,03 punti, in calo dello 0,85% rispetto ai 50.025,96 della chiusura precedente. Il DAX di Francoforte si ferma a 26.000,85 punti (-0,20%), una flessione contenuta. Va in controtendenza il FTSE 100 di Londra, che sale dello 0,40% a 10.768,98 punti.
Pre-apertura Wall Street
I futures americani indicano un avvio moderatamente positivo. Il contratto sull’S&P 500 è a 7.685,5 punti (+0,07%), quello sul Nasdaq a 28.954,25 (+0,03%): praticamente piatti. Un po’ più vivace il Dow Jones, con i futures a 52.604 punti e un rialzo dello 0,37%.
Oro, Petrolio e Bitcoin
L’oro è sostanzialmente fermo a 4.006,1 dollari l’oncia (+0,05%). Il petrolio WTI guadagna lo 0,40% e si porta a 103,58 dollari al barile: un livello che pesa sui costi di imprese e famiglie. Bitcoin è a 77.821,54 dollari (+0,04%) e, nonostante le notizie di cronaca sul fronte exchange, al momento non mostra scossoni. L’EUR/USD è a 1,12 (+0,10%).
Chiusura Mercati Asiatici
Asia in ordine sparso. Il Nikkei 225 di Tokyo perde il 2,00% e chiude a 63.290,11 punti, la seduta più pesante tra le piazze regionali. Shanghai cede l’1,27% a 3.599,02 punti. Hong Kong va controcorrente: l’Hang Seng sale dell’1,46% a 23.294,42 punti.
Notizie del Giorno
Il tema che domina è l’industria italiana. Sull’Ex Ilva la Cassazione ha rigettato i ricorsi, con il conseguente stop all’area a caldo di Taranto: Palazzo Chigi dice di prendere atto della decisione, mentre Repubblica dà voce a un operaio mai reintegrato che chiede di poter avere insieme lavoro e salute. Sul fronte energia, sul Sole 24 Ore si legge l’allarme di chi sostiene che con il gas a 100 euro al MWh l’industria non regge e servano misure immediate. Un esempio concreto è il vetro, dove la produzione cala fino al 15% per costi raddoppiati. Sul fronte cripto, Repubblica parla del «furto del secolo»: Binance bucata per 6,3 miliardi di dollari. Notizia positiva dal fronte infrastrutture, con l’accordo tra Adr e sindacati sul piano di sviluppo da 9 miliardi per Fiumicino.
La Riflessione
C’è un filo che lega vetro, acciaio e gas: sono lavorazioni a caldo, in cui l’energia non è una voce di costo qualunque ma l’ingrediente principale. Quando il prezzo si impenna, un’azienda che usa molta energia ha poche leve per difendersi, e per questo i rincari si trasformano così in fretta in produzione tagliata. Colpisce poi il contrasto con Bitcoin: un furto da 6,3 miliardi di dollari e una quotazione quasi immobile. Forse i mercati stanno guardando più alle bollette che agli hacker.
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