Ore 10 | 13 luglio 2026 — Shanghai crolla, Europa cauta
Le borse europee aprono caute mentre l'Asia crolla, con Shanghai giù del 2%; Bitcoin cede terreno e Stellantis brilla con consegne in aumento.
di Marco Fancelliaggiornato il 3 min di lettura
Mattinata di assestamento per le borse europee, mentre l’Asia paga il conto di un forte ribasso a Shanghai e Tokyo. Wall Street si prepara ad aprire in ordine sparso, con il Dow Jones unico indice a mostrare segno positivo tra i futures.
Borse Europee
Milano apre in leggero calo, con il FTSE MIB a 52.562,69 punti (-0,10%), scivolando dai 52.617,13 della chiusura precedente. Francoforte segue lo stesso copione: il DAX cede lo 0,17% a 25.041,39 punti. Anche Londra arretra, con il FTSE 100 a 10.487,27 punti (-0,10%). Un avvio prudente, in linea con l’incertezza che arriva dai mercati asiatici.
Pre-apertura Wall Street
I futures raccontano una mattinata divisa: l’S&P 500 sale leggermente a 7.586 punti (+0,03%), mentre il Nasdaq perde terreno a 29.645,50 punti (-0,17%). Il Dow Jones invece si distingue in positivo, con i futures a 52.835 punti (+0,27%), segnale di una possibile rotazione verso i titoli più difensivi.
Oro, Petrolio e Bitcoin
L’oro resta sostanzialmente stabile a 4.066,3 dollari l’oncia (-0,03%), confermandosi bene sopra i 4.000 dollari. Il petrolio WTI scende a 73,94 dollari al barile (-0,47%), continuando la fase di debolezza delle ultime sedute. Più marcato il calo di Bitcoin, che perde l’1,16% scendendo a 63.003,49 dollari, complice probabilmente il clima di risk-off innescato dai mercati asiatici.
Chiusura Mercati Asiatici
Sessione da dimenticare per l’Asia. Il Nikkei 225 di Tokyo chiude in caduta libera, -1,79% a 67.242,73 punti. Ancora peggio Shanghai, con il suo Composite che crolla del 2,09% a 3.913,79 punti. Fa eccezione Hong Kong, dove l’Hang Seng chiude piatto a 24.183,17 punti (+0,03%), praticamente invariato rispetto alla vigilia.
Notizie del Giorno
Sul fronte industriale, Stellantis comunica consegne in crescita del 10% nel secondo trimestre, per un totale di 1,6 milioni di unità: un segnale incoraggiante per il settore auto italiano. Dalla Germania arrivano invece parole distensive dal ceo di Volkswagen, che parla di “soluzioni più intelligenti” rispetto alla chiusura degli stabilimenti, in un momento delicato per l’industria automobilistica europea. Sul fronte macro, le previsioni per il 2026 indicano un miglioramento di Pil e consumi, mentre il tema dell’intelligenza artificiale continua a far discutere: l’Europa accelera sull’adozione, ma le piccole imprese restano indietro rispetto ai grandi gruppi.
La Riflessione
Colpisce il contrasto tra un’Europa che prova ad accelerare sull’IA e un tessuto di piccole imprese che fatica a stare al passo: è il solito rischio di un’innovazione a due velocità, dove le grandi aziende fanno da apripista e le PMI, spina dorsale dell’economia continentale, restano indietro per mancanza di risorse o competenze. Se davvero nel 2026 Pil e consumi miglioreranno, come suggeriscono le previsioni, sarà fondamentale che questo recupero non lasci indietro proprio chi rappresenta la maggioranza del tessuto produttivo europeo.
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