Ore 10 | 26 ottobre 2026 — Europa in rialzo, Milano sfiora 49mila
Borse europee in rialzo con Milano a 48.984 punti (+1,06%), futures USA positivi, petrolio intorno ai 100 dollari e Tokyo in calo.
di Marco Fancelli3 min di lettura
Lunedì si apre col segno più sulle Borse europee, con Milano in testa e Wall Street che si prepara a una partenza moderatamente positiva. Il petrolio resta intorno ai 100 dollari, mentre Tokyo è l’unica piazza asiatica in rosso.
Borse Europee
Buona partenza per il FTSE MIB, che a Milano sale dell’1,06% a 48.984,52 punti, il migliore tra i listini principali del continente. Resta poco sotto quota 49mila, un livello che ormai guardiamo con un certo affetto. Francoforte non è lontana: il DAX guadagna lo 0,86% a 25.367,50 punti. Più contenuto il FTSE 100 di Londra, a 10.738,74 punti (+0,64%). Il quadro è compatto: nessuna piazza europea sta restando indietro.
Pre-apertura Wall Street
I futures americani indicano un’apertura positiva ma senza entusiasmi. L’S&P 500 segna +0,16% a 7.683,50, il Nasdaq è a 29.186,25 (+0,26%) e il Dow Jones a 52.640 punti (+0,18%). Il tech è un filo più vivace, ma siamo su variazioni piccole: il mercato sembra voler prendere le misure prima di decidere la direzione.
Oro, Petrolio e Bitcoin
L’oro sale dello 0,27% a 4.032,30 dollari l’oncia, confermando il suo ruolo di rifugio. Il petrolio WTI cede lo 0,32% a 100,64 dollari al barile: lo scivolamento è lieve, ma il greggio resta saldamente sopra quota 100, con tutto quello che ne consegue per i prezzi dei carburanti. Il Bitcoin è praticamente fermo a 80.110,90 dollari (+0,07%). Sul fronte valutario, l’EUR/USD è a 1,12 (+0,06%).
Chiusura Mercati Asiatici
Seduta a due velocità in Asia. Il Nikkei 225 di Tokyo ha perso lo 0,86% chiudendo a 62.189,65 punti, dopo i recenti livelli elevati. Segno più invece per l’Hang Seng di Hong Kong, a 23.211,81 punti (+0,51%), e per lo Shanghai Composite, a 3.697,52 (+0,32%).
Notizie del Giorno
Tra i temi che circolano sulla stampa economica c’è il colpo per l’export italiano: secondo il Sole 24 Ore, il nostro Paese perde il primato mondiale nella cantieristica nautica. Sempre dal fronte industriale, il settore dell’arredo lancia un appello a Bruxelles per contrastare l’arrivo di prodotti dalla Cina. Sul fronte dei carburanti, Q8 Italia conferma il price cap per gli automobilisti fino a fine anno, una notizia che pesa sul portafoglio con il petrolio a questi livelli. Nel mondo finanziario, Repubblica Economia parla della nuova era di Mediobanca, con Lovaglio che spinge sulla fusione.
La Riflessione
Ci sono giorni in cui le notizie sembrano scollegate, e invece raccontano la stessa storia. La cantieristica che perde terreno, i mobili sotto pressione dalla concorrenza estera, il tetto ai prezzi della benzina: sono tre facce dello stesso problema, cioè quanto costa produrre e competere in Europa. Non a caso, Repubblica Economia titola che tra acciaio e gasolio manca sempre una politica industriale. Intanto la Borsa sale, ma i listini guardano soprattutto ai grandi gruppi quotati, non alle filiere più piccole che fanno il tessuto produttivo italiano. Vale la pena ricordarsene, quando guardiamo il FTSE MIB a un passo da 49mila.
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