Ore 10 | 24 agosto 2026 — Le Borse frenano, Hong Kong giù quasi 2%
Borse europee in leggero calo, Hong Kong crolla quasi 2% mentre oro, petrolio e Bitcoin cedono terreno in un mattino di cautela diffusa.
di Marco Fancelliaggiornato il 3 min di lettura
Partenza in leggero rosso per i mercati europei stamattina, con l’Asia che pesa sul sentiment dopo un’ottava difficile per Hong Kong. Nessun crollo, ma un diffuso senso di cautela accompagna l’avvio delle contrattazioni.
Milano apre in flessione, con il FTSE MIB a 52.562 punti (-0,19%), mentre Francoforte segue lo stesso copione con il DAX a 26.070 punti (-0,22%). Fa eccezione Londra, dove il FTSE 100 resta praticamente fermo a 10.812 punti, in leggero rialzo dello 0,03% e unica piazza europea a chiudere in positivo la mattinata. Il quadro generale racconta di un’Europa che aspetta segnali più chiari prima di muoversi con convinzione.
Pre-apertura Wall Street
Anche i futures statunitensi indicano un avvio debole: l’S&P 500 tratta a 7.673 punti (-0,18%), il Nasdaq scivola a 29.157 punti (-0,43%), penalizzato più degli altri indici, mentre il Dow Jones si mantiene relativamente stabile a 53.297 punti (-0,10%). Il tech sembra essere il settore più sotto pressione in questa fase.
Oro, Petrolio e Bitcoin
Anche i beni rifugio non brillano oggi: l’oro scende a 4.688 dollari l’oncia (-0,21%), segno che la ricerca di sicurezza non è la priorità del momento. Il petrolio WTI si attesta a 85,50 dollari al barile (-0,33%), mentre Bitcoin continua la sua fase laterale-negativa a 77.315 dollari (-0,53%), confermando la correlazione crescente con gli asset di rischio tradizionali.
Chiusura Mercati Asiatici
La sessione asiatica ha chiuso con il segno meno praticamente ovunque. Il Nikkei di Tokyo cede lo 0,77% a 65.528 punti, ma il vero campanello d’allarme arriva da Hong Kong: l’Hang Seng crolla dell’1,95% a 25.502 punti, la performance peggiore della giornata. Shanghai segue con più moderazione, -0,62% a 3.882 punti.
Notizie del Giorno
Tra le notizie economiche di rilievo, Repubblica racconta un aneddoto curioso: pare che Trump abbia recentemente venduto quote di Meta per acquistare azioni Visa, alimentando ancora una volta il dibattito su quanto le scelte politiche influenzino (o siano influenzate da) gli interessi finanziari personali. Sul fronte industriale, Il Sole 24 Ore segnala che la manifattura italiana fatica a trovare laureati Stem nel 42% dei casi, un dato che pesa sulle prospettive di crescita del settore. Buone notizie invece per la cosmetica italiana, che si avvia verso un altro anno di espansione, e per Rimadesio, che vede i ricavi crescere grazie alla spinta dei mercati estero.
La Riflessione
Il dato sui laureati Stem mancanti nella manifattura italiana merita una pausa di riflessione: mentre la Cina si trova con troppi ex studenti e poco lavoro disponibile, l’Italia soffre del problema opposto, aziende pronte ad assumere ma senza le competenze giuste sul mercato. Due facce della stessa medaglia demografica ed educativa che, in un mondo sempre più interconnesso, potrebbero trovare soluzioni comuni se solo la mobilità del capitale umano fosse più fluida quanto quella dei capitali finanziari.
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