Ore 10 | 16 ottobre 2026 — Milano e Francoforte spingono, oro vicino ai 4.210$
Milano e Francoforte avanzano, Wall Street attesa in lieve calo, oro sopra i 4.200 dollari e Tokyo recupera dopo il crollo.
di Marco Fancelli3 min di lettura
Mattinata positiva per le borse europee, trainate da Francoforte e Milano, mentre Wall Street si prepara a un avvio leggermente in calo dopo i futures in ribasso. L’oro continua la sua corsa sopra i 4.200 dollari, segno che la cautela non è del tutto scomparsa.
Borse Europee
Il FTSE MIB apre la giornata a 49.636 punti, in rialzo dello 0,39% rispetto alla chiusura precedente. Ancora meglio il DAX di Francoforte, che sale dello 0,63% a 25.527 punti, confermandosi la piazza più brillante del Vecchio Continente stamattina. Londra invece arretra leggermente, con il FTSE 100 che cede lo 0,13% a 10.825 punti, frenato probabilmente da dinamiche valutarie e settoriali tutte interne al mercato britannico.
Pre-apertura Wall Street
I futures sui principali indici USA indicano un’apertura in lieve flessione. L’S&P 500 è atteso a 7.798 punti (-0,08%), il Nasdaq a 30.131 punti (-0,24%) e il Dow Jones a 52.509 punti (-0,04%). Nulla di drammatico, ma dopo le ultime sedute particolarmente mosse, Wall Street sembra prendersi una pausa di riflessione prima della campanella.
Oro, Petrolio e Bitcoin
L’oro continua la sua marcia e sfiora i 4.207 dollari l’oncia, in rialzo dello 0,39%, confermandosi bene rifugio preferito in questa fase. Il petrolio WTI resta sostanzialmente stabile a 95,73 dollari al barile (+0,06%), senza particolari scossoni sul fronte energetico. Bitcoin naviga appena sopra gli 82.179 dollari, con un timido +0,07% che racconta più stabilità che euforia.
Chiusura Mercati Asiatici
Dopo il crollo della vigilia, Tokyo si rialza con decisione: il Nikkei 225 chiude a 65.324 punti, guadagnando l’1,3%. Bene anche Hong Kong, con l’Hang Seng che sale dello 0,36% a 24.148 punti, mentre Shanghai chiude a 3.716 punti (+0,26%), proseguendo il suo recupero graduale.
Notizie del Giorno
Sul fronte industriale, Stellantis ha incontrato i sindacati per discutere il nuovo motore ibrido destinato allo stabilimento di Pratola Serra, un segnale importante per il futuro del sito produttivo. Intanto il Sole 24 Ore segnala come la transizione verde porti rischi più elevati proprio per le grandi imprese energivore, mentre sul fronte dell’intelligenza artificiale emerge un dato curioso: solo il 4% delle microimprese italiane prevede investimenti in formazione AI, un gap che rischia di allargare il divario competitivo. Purtroppo la cronaca economica registra anche due tragedie sul lavoro, con un operaio morto nel cantiere dell’Alta Velocità a Firenze e un’altra vittima a Chieti.
La Riflessione
Colpisce il contrasto tra due notizie di oggi: da un lato le cantine italiane che accelerano sul ricambio generazionale, costruendo una filiera che vale 40 milioni di euro e guarda al futuro; dall’altro le microimprese che restano indietro sulla formazione in intelligenza artificiale. Sono due facce della stessa medaglia: il tessuto produttivo italiano sa innovare quando si tratta di tradizione e radicamento territoriale, ma fatica a cogliere le opportunità delle tecnologie più dirompenti. Forse la vera sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: portare lo stesso spirito imprenditoriale che rinnova le cantine anche nei capannoni dove si gioca la partita dell’AI.
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