Ore 10 | 17 ottobre 2026 — Europa vola, Wall Street trema sul tech
Europa ai massimi mentre Wall Street trema sul tech: petrolio in forte rialzo, oro e bitcoin stabili.
di Marco Fancelli3 min di lettura
Mentre Piazza Affari e Francoforte continuano la loro corsa, dall’altra parte dell’Atlantico i futures segnalano una nuova ondata di vendite sul comparto tecnologico. Il vero protagonista della mattinata però è il petrolio, che schizza di sei punti percentuali riaccendendo l’attenzione sui rischi geopolitici.
Borse Europee
Milano continua a macinare record: il FTSE MIB segna 49.857 punti, in rialzo dello 0,84%. Francoforte fa anche meglio, con il DAX che sale a 25.622,61 punti (+0,95%), trainato probabilmente dal buon momento dell’industria tedesca. Londra procede più cauta: il FTSE 100 avanza dello 0,38% a 10.881,9 punti. L’Europa, insomma, sembra ancora vivere su un binario tutto suo rispetto a Wall Street.
Pre-apertura Wall Street
Il quadro cambia drasticamente guardando ai futures USA. Il Nasdaq future crolla del 2,69% a 29.391,5 punti, segno che la correzione sul tech vista ieri non si è affatto esaurita. Anche l’S&P 500 future arretra dell’1,28% a 7.704,25, mentre il Dow future resiste meglio relativamente, cedendo lo 0,6% a 52.214 punti. Giornata che si preannuncia nervosa per Wall Street.
Oro, Petrolio e Bitcoin
Curiosamente l’oro non ne approfitta: scende dello 0,55% a 4.181,1 dollari l’oncia, nonostante il clima di avversione al rischio che normalmente lo premia. Il vero scossone arriva dal petrolio WTI, che balza del 6% a 101,41 dollari al barile, un movimento netto che fa pensare a tensioni sull’offerta o a nuovi sviluppi geopolitici. Il bitcoin resta invece a guardare, sostanzialmente piatto a 81.606,79 dollari (+0,13%).
Chiusura Mercati Asiatici
Tokyo chiude la seduta con il miglior rialzo della giornata: il Nikkei 225 sale dell’1,3% a 65.324,29 punti. Bene anche Hong Kong, con l’Hang Seng a +0,52% a 24.186,83 punti, mentre Shanghai avanza più contenuta a 3.716,28 punti (+0,26%).
Notizie del Giorno
Sul fronte industriale arrivano segnali incoraggianti: Danieli raccoglie più ordini dall’Europa, mentre la cantieristica navale tra Genova e Savona vale ormai 2 miliardi di euro di produzione, confermando la solidità del comparto. Non mancano però le tensioni sociali: CWT ha avviato il primo incontro sui 190 esuberi annunciati, un dossier che si preannuncia delicato. Infine, nel mondo della pubblicità digitale cresce il divario tra le grandi piattaforme e gli editori tradizionali, un tema che continuerà a far discutere a Bruxelles.
La Riflessione
Colpisce il contrasto tra un petrolio che vola del 6% e un oro che invece arretra: di solito i due beni rifugio si muovono insieme quando sale la tensione geopolitica. Questa volta no, e il motivo probabile è che il rialzo del greggio racconta più una storia di offerta che di paura generalizzata. Nel frattempo, l’Europa industriale — tra ordini a Danieli e cantieri navali in salute — sembra reggere meglio degli indici tech americani: forse, per una volta, la vecchia economia sta dimostrando di avere le gambe più solide della nuova.
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