Ore 10 | 31 ottobre 2026 — Oro -2,6%, Milano in calo, Londra regge
Milano -1,05% e DAX -0,9%, Londra piatta, futures USA in calo e oro in forte ribasso: il petrolio WTI resta sopra i 104 dollari.
di Marco Fancelli3 min di lettura
Si apre l’ultima seduta di ottobre con il segno meno quasi ovunque: Milano e Francoforte cedono circa un punto, i futures di Wall Street puntano in basso e l’oro perde oltre il 2,6%. Londra resta ferma, e il petrolio sopra i 104 dollari continua a pesare sullo sfondo.
Borse Europee
Il FTSE MIB di Milano scende dell’1,05% a 49.501 punti, contro i 50.025,96 della chiusura precedente. Peggio di ieri non è, ma il tono resta fiacco. Francoforte va nella stessa direzione: il DAX cede lo 0,9% e si porta a 25.818,21 punti. Londra fa storia a sé: il FTSE 100 guadagna lo 0,04% a 10.729,8, praticamente piatto e quindi unico indice europeo a non soffrire.
Pre-apertura Wall Street
I futures americani indicano un avvio in territorio negativo. L’S&P 500 Fut cede lo 0,86% a 7.614 punti, il Dow Fut perde lo 0,94% a 51.918. Il più debole è il Nasdaq Fut, che lascia sul terreno l’1,43% a 28.534: dopo il -2,87% di ieri sera, la tecnologia fatica ancora a trovare un pavimento.
Oro, Petrolio e Bitcoin
La mossa più vistosa della mattina è quella dell’oro, che arretra del 2,62% a 3.898,9 dollari l’oncia, scendendo sotto quota 4.000 (la chiusura precedente era a 4.004). Il petrolio WTI va controcorrente: +0,92% a 104,12 dollari al barile. Bitcoin è quasi immobile a 77.252,89 dollari (+0,09%). Il cambio EUR/USD è stabile a 1,12 (-0,03%).
Chiusura Mercati Asiatici
In Asia la giornata è stata a due velocità. Il Nikkei 225 di Tokyo ha perso il 2% chiudendo a 63.290,11 punti, mentre Shanghai ha ceduto l’1,27% a 3.599,02. Hang Seng di Hong Kong in controtendenza: +1,46% a 23.294,42, un rimbalzo che spicca in un quadro regionale poco allegro.
Notizie del Giorno
Sul fronte industriale italiano, il Sole 24 Ore riporta che l’ex Ilva sta preparando le operazioni di spegnimento: un dossier che continua a pesare su acciaio e occupazione. Resta in tema di costi il comparto del vetro, dove la produzione è in calo fino al 15% con costi raddoppiati. In questo contesto arriva il richiamo a una «svolta in Europa per salvare l’industria». Ancora sull’energia, con il petrolio sopra i 100 dollari, si segnala la corsa all’Oil&Gas in Argentina. Infine una nota di costume: Halloween vale un mercato da 550 milioni, ma quest’anno gli acquisti sono in frenata.
La Riflessione
Colpisce il contrasto tra due notizie lette una dopo l’altra: da un lato un’industria del vetro che rallenta perché i costi sono raddoppiati, dall’altro un petrolio sopra i 100 dollari che alimenta nuove corse alle esplorazioni. Quando l’energia costa tanto, chi la consuma soffre e chi la produce si muove, e le Borse fanno fatica a decidere da che parte stare. Forse è per questo che oggi gli indici europei sono prudenti e l’oro, tradizionale rifugio, viene venduto con decisione: segno che gli investitori stanno sistemando le posizioni a fine mese più che inseguendo una narrativa precisa.
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