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Marco FancelliEconomia, mercati e nuovo ordine globale
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Mercati finanziari

Ore 10 | 29 ottobre 2026 — Milano in rosso, Francoforte e Londra su

Milano cede lo 0,32% mentre Francoforte e Londra salgono; futures USA stabili, petrolio sopra i 100 dollari e Bitcoin sotto gli 80mila.

di Marco Fancelli3 min di lettura

Ore 10 | 29 ottobre 2026 — Milano in rosso, Francoforte e Londra su

Mattinata a due velocità in Europa: Milano lascia sul terreno lo 0,32%, mentre Francoforte e Londra guadagnano circa mezzo punto. Sullo sfondo il petrolio resta sopra i 100 dollari e Bitcoin scivola sotto gli 80mila.

Borse Europee

Il FTSE MIB passa di mano a 49.650,02 punti, in calo dello 0,32% rispetto ai 49.809,49 della chiusura precedente. Milano resta quindi indietro rispetto ai vicini. Il DAX di Francoforte sale dello 0,45% a 25.812,46 punti, mentre il FTSE 100 di Londra guadagna lo 0,47% a 10.742,23. Il cambio euro-dollaro si ferma a 1,11, in flessione dello 0,16%.

Pre-apertura Wall Street

Sui futures americani c’è poco movimento, come se tutti aspettassero l’apertura per decidere da che parte andare. L’S&P 500 è a 7.750 punti (+0,02%), il Nasdaq a 29.590,5 (+0,04%) e il Dow Jones a 52.884 (+0,04%). Variazioni minime, che indicano un avvio senza strappi.

Oro, Petrolio e Bitcoin

L’oro cede lo 0,44% e scende a 4.033,4 dollari l’oncia. Il petrolio WTI guadagna lo 0,26% e si porta a 101,68 dollari al barile, restando sopra la soglia psicologica dei 100. Il più brusco è Bitcoin, che perde l’1,54% e scende a 79.997,99 dollari, appena sotto quota 80mila.

Chiusura Mercati Asiatici

Anche in Asia le direzioni sono diverse. Tokyo corre: il Nikkei 225 chiude a 64.659,47 punti, in rialzo dello 0,96%. Più debole la Cina: l’Hang Seng di Hong Kong cede lo 0,59% a 22.958,65, mentre lo Shanghai Composite perde lo 0,72% a 3.651,43.

Notizie del Giorno

Tra i dossier industriali, il più atteso è quello di Electrolux: la trattativa si avvicina alla fase finale e saranno decisivi gli incontri del 2 e 3 novembre. Si complica invece la situazione di Sanac, dove la soluzione riguarda solo tre stabilimenti e per il polo sardo è tutto da rifare. Sul fronte degli investimenti, Argotec accelera la produzione con un round da 50 milioni, ed Edison e Regione siciliana hanno raggiunto un accordo per la diga di Villarosa, un progetto da 700 milioni. Sul fronte infrastrutture, un piano da 309 milioni punta a potenziare i sette scali portuali di Marche e Abruzzo, mentre l’aeroporto di Napoli Capodichino resterà chiuso a novembre per i lavori sulla pista. Segnaliamo infine che, secondo Il Sole 24 Ore, la spinta alla corsa dei prezzi alla produzione arriva dall’energia.

La Riflessione

Con il WTI sopra i 100 dollari, la notizia sui prezzi alla produzione trainati dall’energia non sorprende. L’energia è il primo anello di una catena lunga: pesa sui costi delle fabbriche, poi sui listini all’ingrosso e, con un po’ di ritardo, anche sugli scaffali. Intanto il traffico container nel Mediterraneo continua a crescere nonostante le crisi, segno che il commercio trova sempre una rotta. Resta da vedere quanto a lungo le imprese riusciranno ad assorbire questi costi senza scaricarli sui consumatori.

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Marco Fancelli

Imprenditore e autore di saggi di economia. Ogni giorno analizza mercati, materie prime e geopolitica con un linguaggio chiaro, per chi vuole capire cosa muove l’economia.

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