Ore 10 | 21 ottobre 2026 — Milano in rialzo, WTI scende sotto 99
Milano sale dello 0,18%, Francoforte è piatta e Londra cede lo 0,25%, mentre il petrolio WTI scende a 98,44 dollari.
di Marco Fancelli3 min di lettura
Mattinata senza una direzione netta: Milano sale appena, Francoforte è ferma, Londra cede e i futures americani sono leggermente negativi. A tenere banco c’è il petrolio, che scivola a 98,44 dollari.
Borse Europee
Il FTSE MIB è a 49.152,45 punti, in rialzo dello 0,18% rispetto ai 49.066,58 della chiusura precedente. È un passo piccolo, ma in una fase di mercato così incerta basta a far tirare il fiato a Piazza Affari. Il DAX di Francoforte è sostanzialmente piatto a 25.307,69 (+0,01%), praticamente fermo sul livello di ieri. Il FTSE 100 di Londra è il più debole del trio, a 10.704,56 punti con un calo dello 0,25%.
Pre-apertura Wall Street
I futures americani guardano all’apertura con un leggero segno meno. Il contratto sull’S&P 500 è a 7.774,5 punti (-0,10%), quello sul Nasdaq a 29.892,75 (-0,19%), il più debole del gruppo. Il Dow Jones future è a 52.732 punti (-0,02%), quindi quasi immobile. Sono variazioni minime, che raccontano più attesa che nervosismo.
Oro, Petrolio e Bitcoin
L’oro guadagna lo 0,11% e si porta a 4.140,5 dollari l’oncia, in lieve progresso rispetto ai 4.135,9 della chiusura precedente. Il petrolio WTI scende invece dello 0,75% a 98,44 dollari al barile, dopo i 99,18 precedenti. Resta quindi vicinissimo ai 100 dollari, soglia che ieri avevamo guardato da vicino. Il Bitcoin è a 83.085,47 dollari (+0,18%). Il cambio euro/dollaro è a 1,12, con una variazione dello 0,02% in negativo.
Chiusura Mercati Asiatici
In Asia la giornata è stata a due velocità. Il Nikkei 225 di Tokyo ha guadagnato lo 0,91% chiudendo a 64.621,24 punti. Hong Kong ha invece perso terreno: l’Hang Seng ha lasciato sul campo lo 0,93% a 23.646,83. In calo anche Shanghai, con il Composite a 3.713,03 punti (-0,53%).
Notizie del Giorno
Sul fronte industriale, il tema energia resta centrale. Il Sole 24 Ore racconta che nel settore dei pannelli in legno i costi sono fuori controllo per il caro energia, un segnale di quanto le bollette pesino ancora sui comparti produttivi. Sul versante della crescita per acquisizioni, Namirial rileva la spagnola ZeroComa nella certificazione digitale. Passiamo all’economia circolare: Aliplast, del gruppo Hera, inaugura un impianto da 49 milioni di euro per il riciclo della plastica rigida. Nei media, infine, la Tv tiene mentre lo streaming mostra dati in frenata, con Mediaset avanti sui video.
La Riflessione
Un petrolio vicino a 100 dollari e un’industria del legno in affanno per l’energia raccontano la stessa storia da due lati. Sui listini l’energia è un numero che sale e scende ogni minuto. Per un’azienda è una voce di costo che si trasforma in prezzi, margini e scelte di investimento. Forse è anche per questo che investimenti come l’impianto di riciclo di Aliplast fanno notizia: nel medio periodo, usare meglio le risorse è uno dei modi più concreti per difendersi dalla volatilità dei prezzi.
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