Ore 10 | 22 ottobre 2026 — Borse in rosso, Milano -1,5% e WTI a 100
Borse europee e futures USA in calo, Asia pesante, Milano -1,5%: il WTI sale invece a quasi 100 dollari mentre Bitcoin perde il 2,28%.
di Marco Fancelli3 min di lettura
Mattinata con il segno meno quasi ovunque: dopo l’Asia, in forte calo, anche l’Europa apre in rosso, con Milano la più debole tra le grandi piazze. Unico a salire è il petrolio, che con il WTI si avvicina a quota 100 dollari.
Borse Europee
Il FTSE MIB di Milano cede l’1,5% a 48.884,07 punti, contro i 49.628,39 della chiusura precedente. Dopo il rialzo di ieri (+1,18%), è una bella frenata. Francoforte non sta meglio: il DAX perde lo 0,99% a 25.391,57. Più contenuto il calo di Londra, con il FTSE 100 a 10.688 punti (-0,59%). Per ora non c’è un singolo motivo che spieghi tutto. Il quadro è semplicemente quello di una giornata di prese di profitto o di cautela diffusa.
Pre-apertura Wall Street
Anche i futures americani puntano al ribasso, ma con toni meno drammatici. L’S&P 500 future scende dello 0,41% a 7.718,75, il Nasdaq future dello 0,54% a 29.465,75 e il Dow Jones future dello 0,36% a 52.723. Il tecnologico è il più sotto pressione, anche se parliamo di variazioni che a Wall Street si vedono spesso prima dell’apertura.
Oro, Petrolio e Bitcoin
L’oro è sostanzialmente fermo: 4.102 dollari l’oncia, -0,13%. Non sta facendo da rifugio, ma nemmeno viene venduto. Il petrolio WTI, invece, guadagna l’1,4% e arriva a 99,90 dollari al barile, dopo essere sceso sotto quota 99 nella seduta di ieri. Il barile a un passo dai 100 resta una variabile da tenere d’occhio. Male il Bitcoin, che perde il 2,28% a 82.106,44 dollari. L’EUR/USD è stabile a 1,12 (+0,04%).
Chiusura Mercati Asiatici
È dall’Asia che è arrivata la spinta più forte al ribasso. Hong Kong ha lasciato sul terreno il 3,17%, con l’Hang Seng a 22.902,59. Il Nikkei di Tokyo ha ceduto il 2,74%, chiudendo a 62.907,84, mentre lo Shanghai Composite ha perso l’1,55% a 3.658,03. Seduta pesante, quindi, soprattutto per Hong Kong e Tokyo.
Notizie del Giorno
Sul fronte industriale italiano le notizie sono contrastanti. Il Sole 24 Ore segnala l’allarme per le cartiere, con il 44% delle aziende a rischio cassa integrazione, e per l’indotto dell’automotive, che perde 3 miliardi di fatturato. Repubblica Economia, però, racconta che le immatricolazioni di auto in Italia crescono più che in Europa. Guardando alla struttura del Paese, i consorzi di sviluppo industriale valgono 156 miliardi di ricavi e mezzo milione di addetti. Tra le curiosità, in Italia nascerà una maxi-fabbrica di dati per addestrare i robot umanoidi.
La Riflessione
Tra i titoli di oggi ce n’è uno che vale più di una seduta in rosso: le imprese centenarie sono capofila dell’innovazione perché «viviamo a lungo perché cambiamo». Nelle mattine come questa, con gli schermi tutti rossi, è un buon promemoria. I listini vanno su e giù nel giro di ore, mentre le aziende che durano un secolo ci riescono perché si reinventano, non perché evitano le tempeste. Chi investe con orizzonti lunghi farebbe bene a guardare più a questo che al singolo numero delle 10 del mattino.
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