Ore 10 | 5 novembre 2026 — Europa in verde, Hong Kong vola e il WTI risale
Europa in lieve rialzo con Londra in testa, petrolio WTI in risalita a 88 dollari, Hang Seng +3,67% e Nikkei in calo dell'1,52%.
di Marco Fancelli3 min di lettura
Mattinata ordinata per le Borse europee, tutte in positivo con Londra davanti a tutti. Il petrolio rimbalza dopo il tonfo di ieri, mentre in Asia Hong Kong corre e Tokyo arretra.
Borse Europee
Milano parte con prudenza: il FTSE MIB è a 51.187,01 punti, in rialzo dello 0,16% rispetto ai 51.103,61 della chiusura precedente. Dopo il rally di ieri è comprensibile che l’indice prenda fiato. Francoforte fa un po’ meglio: il DAX sale dello 0,47% a 26.604,58. Londra è la più brillante, con il FTSE 100 a 10.925,70 punti (+0,82%). Per ora nessuno strappo, ma il segno più è ovunque.
Pre-apertura Wall Street
I futures americani indicano un’apertura moderatamente positiva. L’S&P 500 sale dello 0,14% a 7.713,75, il Dow Jones dello 0,13% a 53.744 punti. Il Nasdaq è un filo più vivace: +0,27% a 28.343,50. Sono movimenti contenuti, di chi aspetta la campana di New York senza strafare.
Oro, Petrolio e Bitcoin
Il petrolio WTI è il movimento più evidente tra le materie prime: +1,59% a 88,04 dollari al barile, un recupero dopo la caduta della seduta di ieri. L’oro cede lo 0,32% e scende a 4.136,70 dollari l’oncia. Bitcoin è fermo a 80.426,90 dollari, con una variazione pari a zero. Sul fronte valutario l’EUR/USD è a 1,12 (+0,09%).
Chiusura Mercati Asiatici
Asia a due velocità. A Hong Kong l’Hang Seng mette a segno un balzo del 3,67% a 24.796,98 punti, la migliore performance di giornata tra i listini che seguiamo. Shanghai guadagna lo 0,21% a 3.689,91. Tokyo invece chiude in calo: il Nikkei 225 perde l’1,52% e si ferma a 61.077,90 punti, dopo i 62.021,33 della sessione precedente.
Notizie del Giorno
Sul fronte industriale, Rwe annuncia un investimento da un miliardo di euro in Italia, con oltre metà delle risorse destinate all’eolico. Anche Cdp muove capitali: 17,8 miliardi a disposizione del sistema produttivo lombardo. Il quadro però non è tutto in discesa. Le liquidazioni giudiziali sono aumentate del 13,6% nel terzo trimestre, segnale che la crisi d’impresa non è affatto archiviata. In ambito bancario, i sindacati minacciano la mobilitazione contro Unicredit se non verrà rivista la stretta sullo smart working. Da segnalare infine l’accordo tra Novamarine ed Edge per la produzione di droni navali a guida autonoma.
La Riflessione
Guardando i dati di stamattina, la cosa che colpisce è quanto sia diversa la velocità dei mercati rispetto a quella dell’economia reale. In una sola mattina Hong Kong guadagna il 3,67% e Tokyo perde l’1,52%: due numeri che nessuna fabbrica o cantiere vedrà mai trasformarsi così in fretta. Un parco eolico da un miliardo si costruisce in anni, mentre il barile di petrolio cambia prezzo in pochi minuti. Ricordarselo aiuta a non farsi trascinare dal rumore quotidiano: le Borse reagiscono in fretta, ma gli investimenti veri, come quelli di Rwe o di Cdp, ragionano su orizzonti ben più lunghi.
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